La mia via

Era da un po che pensavo al modo in cui io immagino il mio viaggio tra le diverse tradizioni pagane (nuove o  antiche che siano) e continuamente mi balzava davanti l'immagine di una cartina, e finalmente ho capito il perché.
Da un po di tempo immagino me stessa come una viandante con tantissime sorelle e cugine, sparse per l'intero globo. E sebbene io sia nata in questa isola dolce e amara, di certo non è qui che voglio restare per sempre, e non perché non sono legata a questa mia terra, ma perché la mia curiosità e sete di conoscenza so che mi porterà, se non fisicamente, almeno spiritualmente molto lontano. Questo richiamo al viaggio, alla scoperta non viene esattamente solo da dentro, ma è come se la Madre, in tutte le sue molteplici sfaccettature, mi incitasse a conoscerla meglio. Immagino quindi sempre di condurre in questo luogo fantastico che doveva essere il mondo, quando ancora gli uomini non ne avevano corrotto l'essenza, un viaggio lento, introspettivo e di scoperta, in cui a parlarmi non sono solo le bocche ma anche le pagine, i gesti, gli oggetti.
Partire dunque e conoscere ogni aspetto della Potente Vita, nella sua duplicità femminile e maschile. Fare tappa a Torino e conoscere delle Donne di Conoscenza e ringraziarle per quello che inconsapevolmente hanno fatto, in anni ed anni, per me; poi lasciarsi tutto alle spalle e volgere lo sguardo verso il Nord e le sue terre asciutte e selvagge, arrivare ai confini della neve e poi correre verso Sud, tra liane e tigri ed elefanti e chiedere consiglio ai Baba Shiva dei templi. Continuare il cammino verso Est e raggiungere i laghi tranquilli dove i petali di ciliegio si fanno cullare dalla corrente, cercare il Drago che è in me. Proseguire ancora più a sud e combattere come un guerriero Maori, saltare veloce come un canguro e piangere insieme agli spiriti dell'Albero dei Sogni.
Attraversare il mare ed affrontare la mia grande paura dell'Africa e del suo ancestrale respiro, fatto di troppe ombre per il mio cuore e di accecante luce; spostarmi tra le cime andine e respirare poca rarefatta Aria, cercando riparo in me stessa e nella mia polleras e nel mio poncho. Si continua verso Nord questa volta perché il richiamo è quello del deserto e dei coyote, del Canyon maestoso, solitario e vivo che mi riporterà con i piedi ben saldi per terra, e ridimensionerà tutto con il suo color rosso sangue. Mi attenderebbe poi l'infinito bosco degli orsi e delle aquile, per tuffarmi nella wilderness e nei suoi vuoti d'umanità sconfinati. Una tappa nelle isole verdi è d'obbligo, e quindi perché non cercare conoscenza tra le rocce aspre ed i cardi di Scozia?
Questo è il viaggio che immagino, un percorso circolare che inizia e finisce nel luogo che chiamo casa, lasciandomi alle spalle e nel cuore popoli, storie, elementi e conoscenze diverse. Cercare me nella Madre e trovare Lei in tutto.
Chissà se questo viaggio un giorno lo potrò fare davvero o se dovrò cambiare occhiali restando qui davanti allo schermo del mio pc. Per il momento mi basta sperare, e lasciare questa mappa dove punterò di volta in volta i luoghi del cuore e di potere che conoscerò, virtualmente o no.
Enjoy!


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